Sto per partire per Lisbona per la prima volta! Invece di fare le valigie leggo le parole del poeta portoghese Eugenio de Andrade:

"Qualcuno dice lentamente: 
La conosci, Lisbona…? 
La conosco. E’ una giovane scalza e leggera, 
un vento improvviso e chiaro nei capelli, 
una piccola ruga intorno ai suoi occhi, 
la solitudine si apre nelle sue dita e sulle sue labbra, 
scende le scale, tante scale, 
tante scale fino al fiume. 
Io la conosco. E tu, la conosci?" 
Eugenio de Andrade

Lisbona ancora non la conosco, Eugenio. Ho letto Pessoa - che di Lisbona è figlio e tante volte mi ha aperto gli occhi sul cambiamento e sul viaggio - ma a Lisbona non sono mai stata. Ma verrò a conoscerla prestissimo. Anzi, sai che ti dico? Parto domani.
L'anima marinara di Lisbona, la città di Pessoa - by Alexander de Leon

Le valigie le farò domani, e mi prenderò tutto il tempo di gustarmi questa partenza speciale: perché su Lisbona ho fantasticato tanto, e a lungo. Le strade in salita cariche di sole, il vento e gli scorci sul mare, il fado malinconico e le taverne dei marinai, il Porto Sandeman e le sardine dalle scatole coloratissime...il tram giallo e gli azulejos. Io me la immagino più o meno così Lisbona, un romantico un mix tra Istanbul e Marsiglia.

Qualche anno fa tradussi Passare l'Inverno di Olivier Adam, per la casa editrice Minimum Fax. Un libro scritto divinamente, nove racconti affidati a nove diversi traduttori: storie ambientate di notte e una di queste, la mia, tra i vicoletti dell'Alfama.
Tradurre significa a restituire ai lettori il tono di voce, i colori e l'intenzione dell'autore; immedesimarsi nelle sue parole, specie se il romanzo è ben scritto, diventa quasi automatico. Forse è grazie a questo minuzioso lavoro di traduzione che ricordo ogni descrizione di quei vicoli in salita, con la loro pietra levigata dal tempo e le loro storie contraddittorie e appassionate, sommerse nel silenzio della notte.

E allora ho deciso di prendere casa proprio nel cuore dell'Alfama, a pochi passi dal Castello: questa piccola meraviglia sarà il mio studio per una settimana.




La mia host mi ha lasciato qualche dritta su come raggiungere il centro città dall'aeroporto: Metro linea rossa fino ad Alameda, poi cambio sulla linea verde poi microbus 737 (ma data l'ora cui arriverò mi sa niente bus!) fino all'entrata del castello. Una volta qui lavorerò a nuovi progetti e nel weekend mi unirò al gruppo delle 16 wonder-blogger di #sivalisbona, capitanate da Sara, che ci porterà con Skyscanner alla scoperta della capitale portoghese. Un'avventura nata sul web, cresciuta con tanta allegria e determinazione: alcune le conosco già, altre le conoscerò tra poco, e la nostra Lisbona non potrà che essere magica!
Lisbona by Unsplashed!

Per decidermi a partire ho fatto quello che faccio sempre, ho cercato il volo e l'ho trovato qui. Ho speso meno di 70 euro per andata e ritorno, volando da Marsiglia. Voilà! Non era difficile: bastava solo decidersi, come sempre nella vita.

A Lisbona con #sivalisbona e Skyscanner - Elisa Chisana Hoshi

Se questo nostro viaggio tutto al femminile vi incuriosisce, l'hashtag da seguire su tutti i social è #sivalisbonaA presto da Lisbona!


UPDATE: E per rivivere con noi il viaggio...ecco il nostro video! Enjoy :) 



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Malta sa di vento che viene dal mare, di pietra cotta dal sole e di salsedine.


Di pastizzi appena sfornati. 

Di un bicchiere di vino e un carpaccio di pesce

Di scogliere del Mediterraneo e di attimi senza tempo trascorsi a guardare l'orizzonte. 

Paesaggi Gozitani - Foto di Elisa Chisana Hoshi

Di strisce lasciate in mare dalle navi. 

Di un blu intenso dalle mille intensità, una magia che soltanto un'isola può creare.

Di marinai coperti di tatuaggi e catenine d'oro, la pelle cotta dal sole e gli occhi cerulei; di sguardi complici e risate in una lingua franca a metà tra l'italiano e l'inglese, un ritmo che viene da chissà dove. Una lingua in cui ci si capisce in fretta, e senza sprecare troppe parole.

Elisa a Malta con i suoi Cavalieri! Foto di Gabriele Saluci
Elisa a Malta con i suoi Cavalieri! Foto di Gabriele Saluci

Malta è piena di storia e di storie che insieme sono impossibili da narrare perché si intrecciano, come le corde usate dai marinai per governare le loro imbarcazioni. 

La regata Rolex a Malta - Foto di Elisa Chisana Hoshi
La regata Rolex a Malta - Foto di Elisa Chisana Hoshi

Questa volta mi ha accolta così, con un tramonto dai toni pastello sulle tre città: rivederla è stato ritrovare una vecchia amica, che con il tempo si è fatta ancora più bella. 

Il tramonto su Malta - foto di Elisa Chisana Hoshi
I colori della Provenza brillano più del solito, c'è una luce caldissima e i panni stesi al sole profumano di sapone all'alloro: a Marsiglia c'è un sole scalda cuore e animi.


Marsiglia e il sole della Provenza - foto di Elisa Chisana Hoshi
Marsiglia e il sole della Provenza - foto di Elisa Chisana Hoshi

La Marsiglia che innamora, ispira, divide

Marsiglia è il grande sud francese: intensa e vitale, è incredibilmente generosa di sé. Cosmopolita, creativa e affascinante, non si risparmia e si dà tutta insieme, tutta in una volta, ad ogni angolo di strada e in ogni piazza. Marsiglia vi sommergerà e inviterà istantaneamente a schierarvisenza mezze misure.


Il tramonto dal Vecchio Porto a Marsiglia - foto di Elisa Chisana Hoshi
Il tramonto dal Vecchio Porto a Marsiglia - foto di Elisa Chisana Hoshi

A ogni angolo della città c'è un concerto, con un rapper che si lancia in rime urbane, una piccola galleria d'arte o un teatro, un mercato rumoroso e un negozietto che rimane aperto fino a tardi, un profumo indecifrabile di cucina o di qualcosa che cuoce, un sorriso e un insulto. O un angolo di pace e silenzio.


La Marsiglia che non ti aspetti - foto di Elisa Chisana Hoshi
La Marsiglia che non ti aspetti - foto di Elisa Chisana Hoshi

La vitalità non si improvvisa perché è parte del corredo genetico, e Marsiglia è vitale in ogni sua fibra: mescola anime e culture, e il risultato è da amare o odiare, perché questa non è una città che può lasciarti indifferente. Dalla finestra della casa dove abbiamo alloggiato, nel cuore del 6° arrondissement, si vede una madonna di marmo, che benedice dalla sua edicola i viandanti e marinai di passaggio: si capisce che Marsiglia è stata da sempre un porto di mare, un crogiolo di genti ed energie

Sono da poco tornata dal mio viaggio in Giordania: ho trovato un paese affascinante, ospitale e accogliente, pieno di straordinarie sorprese. Per raccontarvela ho scelto di partire dal pathos più intenso e dai colori più indelebili: quelli di Petra.

Petra e il suo incommensurabile Tesoro - foto di Elisa Chisana Hoshi
Petra e il suo incommensurabile Tesoro - foto di Elisa Chisana Hoshi

Che cos’è Petra?


Mitica città rosa, custode del Tesoro, musa dimenticata per secoli sotto la sabbia del deserto, porta maestosa e scenografica che conduce a un’altra dimensione che ha affascinato intere generazioni: che cos’è Petra, esattamente?

Il mistero di Petra - foto di Elisa Chisana Hoshi
Il mistero di Petra - foto di Elisa Chisana Hoshi

Petra è uno di quei posti in bilico tra realtà e leggenda, che hanno il potere di travalicare lo spazio e il tempo: è un unicum, non è come nessuna. E nessuna è come lei.

Storia, verità e falsi miti


Petra era l’antica capitale dei Nabatei, che si insediarono qui succedendo agli Edomiti intorno al VI secolo a.C. Gli arabi Nabatei erano, un po’ come Romani del resto, abili costruttori e veri maghi dell’ingegneria idraulica. Grazie alla loro maestria riuscirono a costruire - in una zona altrimenti arida e semi desertica, povera di sorgenti naturali - un efficace sistema di canali e cisterne capaci di convogliare l’acqua piovana. Immaginate la difficoltà di lavorare questa roccia, e di riuscire a giocare efficacemente con le pendenze, dato che Petra si trova a 800 metri sul livello del mare, in un bacino situato in fondo a una valle. I canali scavati nella roccia sono perfettamente visibili ancora oggi.

Il Siq e le infrastrutture dei Nabatei - foto di Elisa Chisana Hoshi
Il Siq e le infrastrutture dei Nabatei - foto di Elisa Chisana Hoshi

I Nabatei cacciatori d'acqua riuscirono così a salvaguardare le loro risorse idriche, garantendo la ricchezza della loro capitale, che divenne un punto molto importante per il commercio dell’epoca. Nella roccia scavarono anche templi, abitazioni e intere necropoli, alcune distrutte dai terremoti, altre invece ancora qui, visibili davanti a noi. Il Tesoro è soltanto una di questeDifficile immaginare che un posto come questo possa essere caduto nell’oblio per interi secoli, eppure è successo proprio così.


Tombe nabatee - foto di Elisa Chisana Hoshi
Tombe nabatee - foto di Elisa Chisana Hoshi

Per centinaia di anni non si sentì più parlare di Petra, fino a che l'esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt non decise di partire alla sua scoperta. Burckhardt aveva letto dei vecchi diari che parlavano di una mitica città rosa nel deserto dell'Arabia, e si mise in testa di scovarla. Nulla riuscì a dissuaderlo: era il secolo d’oro delle scoperte e dei grandi esploratori, e il nostro - facendo carte false, travestendosi e riuscendo a spacciarsi per beduino - arrivò a destinazione, sebbene le indicazioni dei diari fossero molto vaghe (si parlava di un cammino lungo due giorni di cammello dal "lago puzzolente", ovvero, il Mar Morto). Grazie alla guida un ragazzo del posto, Burckhardt arrivò nel mitico luogo scavato nella roccia, rivelando quel segreto custodito dai beduini oramai tramandato da padre in figlio: mezza sepolta nella sabbia e coperta da un greto di arenaria Petra giaceva là dove era sempre stata, fedele e silenziosa. Maestosa e immortale
Era il 1812. 


Il sito di Petra dall'alto - foto di Elisa Chisana Hoshi

I diari di Burckhardt, pubblicati postumi, diedero il via a un interesse sempre più frenetico nei riguardi di Petra, che a poco a poco divenne un vero e proprio feticcio per archeologi e appassionati di storia, orizzonte ultimo di viaggiatori e avventurieri, meta di pellegrinaggio per romanzieri desiderosi di immergersi nelle sue atmosfere. Agatha Christie partecipò con il marito archeologo agli scavi archeologici di Petra, ambientando qui il suo libro intitolato Appuntamento con la morte; Petra è stata anche teatro delle rocambolesche avventure di Indiana Jones, e oggi il sito Unesco è annoverato tra le 7 meraviglie del mondo moderno.

Ci sono momenti in cui quello che ti serve è staccare la spina per rifugiarti in un posto speciale, come è stato per me a Villa le Maschere, hotel di charme e splendida villa Rinascimentale seicentesca in Toscana. Il luogo ideale per rigenerarti, fare il pieno di bellezza e ricaricarti di nuove energie.

La villa

La villa è meravigliosa sia all'interno che all'esterno, e su di me ha avuto un effetto terapeutico: un tuffo e una nuotata nella magnifica piscina incastonata tra le colline di Barberino di Mugello e puff! Tutto lo stress accumulato da settimane se n'è andato all'istante, come per magia.

Nuotando nella master pool di Villa le Maschere - foto di Elisa Chisana Hoshi
La villa è molto elegante e particolare: lo si capisce da subito, quando già dall'ingresso stupisce con la sua facciata decorata sui toni del giallo e dell'ocra, istoriata con fregi e 22 maschere scolpite dalle mani dei mastri fiorentini.



Villa le Maschere - foto di Elisa Chisana Hoshi

L'interno non è meno sorprendente: abbinare l'antico con il moderno è di per sé un'arte e la villa, che ha dalla sua un grande valore storico e architettonico, ha saputo associare alla componente storica un interior design dal gusto contemporaneo. Questa sala con il corridoio di specchi, ad esempio, è straordinaria: un po' la versione moderna e rivisitata della galleria degli specchi a Versailles, reinterpretata e mista a un gusto quasi fiabesco alla Alice in Wonderland.

Gli arredi di Villa le Maschere - foto di Elisa Chisana Hoshi
Questo invece è l'ingresso, dove sul soffitto campeggiano gli stemmi araldici di grandi nobildonne fiorentine, mentre un salone super moderno accoglie i visitatori con i suoi romantici toni pastello

Commistione di antico e moderno a Villa le Maschere - foto di Elisa Chisana Hoshi

Tutto questo è stato reso possibile di un attento lavoro di restauro che ha riportato la Villa ai suoi antichi fasti, dopo anni di abbandono. Oggi appare stupenda, e sembra davvero impossibile che fino a anni fa avesse questo un aspetto assai diverso: la dedizione con cui la villa è stata restaurata ha fatto sì che come l'Araba Fenice tornasse letteralmente a splendere dalle proprie ceneri. Sembra incredibile, vero?

Villa le Maschere allo stato di fatto, prima del restauro - foto di Elisa Chisana Hoshi

La sorpresa più bella è stata la mia camera: mi ha accolto con un soffitto altissimo, tutto decorato con stucchi policromi. Straordinariamente elegante e lussuosa. Il letto comodissimo e il bagno tutto sui toni dell'oro, sono entrambi immensi: la vasca da bagno di marmo è in pratica una mini piscina privata! Tutto nella camera parla di stile e bellezza.

Villa le Maschere, la camera - foto di Elisa Chisana Hoshi

Il sabato mattina mi sono svegliata di ottimo umore e con il sole mi è venuto spontaneo pensare che quella del risveglio è un'arte: la luce che filtra lentamente dalla finestra, i toni caldi dell'arredamento, un panorama speciale.

The art of slow awakening - foto di Elisa Chisana Hoshi

Il ristorante dell'Hotel, il Piopponero, è incorniciato dalle colline toscane: ho apprezzato soprattutto la colazione, che per me è il momento in cui mi diverto a sperimentare sapori diversi e insoliti. E così mi sono divertita a scegliere, associando i classici croissants a una colazione salata con salmone affumicato e tartare di tonno, e tanta frutta freschissima.

La colazione, coloratissima - foto di Elisa Chisana Hoshi


A una decina di chilometri dalla villa, in quel di Scarperia, si trova un altro elegante resort, l’UNA Poggio dei Medici Golf & Resort, conosciutissimo dagli amanti del Golf per il suo golf course che ospita ogni anno competizioni internazionali. Anche qui si possono fare soggiorni benessere, coniugando sport e relax in Spa: qui è dove mi sono cimentata nella mia prima sessione di golf in assoluto, ed è stato divertentissimo anche se mi sono stancata un bel po'. Ah, e mi sono vestita di verde sperando in un po' di fortuna... e per essere in tono con il green, chiaramente ;)

Golf lesson 101 - foto di Elisa Chisana Hoshi


Le braccia mi hanno fatto un po' male il giorno dopo, ma la soddisfazione di golfare su un campo bellissimo me la sono tolta; da vera profana del golf non ho potuto che ammirare il panorama, che da qui è davvero stupendo. Toscana allo stato puro!

Il campo da golf all'Una Poggio dei Medici - foto di Elisa Chisana Hoshi

A proposito di verde e di toscanità: ta-dah! A pranzo, all'UNA Restaurant, è arrivata anche lei, che proprio non poteva mancare: la mitica pappa al pomodoro.

La pappa la pomodoro all'UNA Poggio dei Medici - foto di Elisa Chisana Hoshi

Anche la cena non è stata da meno: super toscana e in una delle taverne più amate a Barberino del Mugello: il Maga Magò. Un posto particolare, amatissimo dai locali, shabby chic e rustico, dove si mangia (benissimo) in piatti spaiati, a lume di candela e sui taglieri di legno...e il caffè arriva direttamente dalla moka! Le fritture di fiori di zucca e il purè di fegatini erano una favola. I dolci coloratissimi, presentati all'entrata in un display molto carino.

Le delizie della Maga - foto di Elisa Chisana Hoshi
Per finire, dulcis in fundo, una domenica interamente dedicata alla Spa! Quella di Villa le Maschere è particolarmente goduriosa perché la sua piscina interna si collega con quella esterna: dopo un massaggio rilassante potete quindi darvi alla sauna, al bagno turco o a una fresca nuotata...nell'ordine che preferite!

La favolosa Spa a Villa le Maschere - foto di Elisa Chisana Hoshi

Cosa fare nei dintorni

Da visitare nei dintorni, a circa una quindicina di chilometri, c'è Scarperia, conosciuta come la città dei coltelli: un tipico borgo toscano tranquillo e pittoresco, dove ho mangiato un gelato buonissimo (in centro, dal Golosino) e visitato l'antico Palazzo dei Vicari.

Scarperia - foto di Elisa Chisana Hoshi
Pietro il coltellinaio, invece, ci ha mostrato dal vivo l'antica arte di forgiare lame, lavorarle e creare splendidi coltelli, che hanno fatto la storia di Scarperia. In bottega, circondato da tutti i suoi arnesi, alle prese con l'incudinela fornace, è stato davvero un piacere vederlo lavorare. Quella dei coltelli è un'arte antichissima, che non lascia nulla al caso: anche per un semplice manico - fabbricato a regola d'arte - ci vogliono ore e ore di lavoro.

Nella bottega del coltellinaio - foto di Elisa Chisana Hoshi


A pochi chilometri, la Manifattura Chini è una perla di museo, ospitato nella splendida Villa Pecori Giraldi a Borgo San Lorenzo. Lo consiglio a chiunque come me sia appassionato del periodo e dello stile Liberty.

Le ceramiche e le vetrate della manifattura Chini - foto di Elisa Chisana Hoshi

Avete presente quei piccoli musei pazzeschi, poco conosciuti, tenuti in piedi dalla tenacia di chi ci lavora? Vetrate istoriate, ceramiche preziosissime e tante statue di arte moderna nel cortile. Wow! Un piccolo tesoro nascosto che vale la pena di essere visitato.