Istanbul, sei bella sotto la neve


Salii a fatica sul vagone in partenza, pieno di pacchetti. Tutti fermi sul binario, mi salutavano agitando la mano, così anch'io mi sporsi dal finestrino e li salutai. Vidi solo all'ultimo il cane nero come il carbone correre allegro lungo il binario e subito accanto a me, con la lingua rossa fuori. Poi tutti scomparvero dentro i grandi fiocchi di neve che si facevano sempre più intensi.

Mi sedetti e osservai le luci arancioni delle ultime case nei sobborghi che si vedevano tra i fiocchi di neve, le stanze malandate dove si guardava la televisione e i fumi sottili, tremolanti ed esili che uscivano dai comignoli storti sui tetti coperti di neve: cominciai a piangere.

~ Orhan Pamuk, Neve, trad. di Maria Bertolini e Şemsa Gezgin, Einaudi, Torino, 2004 ~

Commenti

  1. Grazie :D Tutto merito del fascino della città. E il bello che qui continua a nevicare...ne vedremo delle belle!

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  2. Io ero lì quei giorni e mi sono beccata tutta la "bufera" di neve! Istanbul già è magico di suo ma poi sotto la neve lo era ancora di più! Oltretutto era la prima volta che ci andavo! Peccato solo che sotto quella neve non ho visto molto... la neve mi entrava negli occhi!

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