Mi ci sono imbattuta per caso. Cercavo spunti su Salvador Dalì e Gala e non so come, mi sono ritrovata su un blog che parla del film La casa de las mujeres perdidas. E' stato come guardare attraverso il buco di una serratura e da lì intravedere un mondo, proibito e sconfinato, nascosto dietro a una gigantesca e pesante porta di legno.
Horror, eros e indipendenza: il cinema secondo Jess Franco
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Elisa Chisana Hoshi
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martedì, maggio 31, 2011
Afflizioni romantiche, passione e tormento...
Io vivo, io muoio, mi brucio e m’annego
ho caldo estremo mentre soffro il freddo.
La vita m’è troppo tenera e troppo dura,
ho grandi affanni confusi con la gioia.
Nello stesso tempo io rido e lacrimo.
Assai gravi tormenti nel piacere soffro,
il mio ben se ne va e giammai dura,
secco e verdeggio nello stesso tempo.
Così, incostantemente Amore mi conduce,
e quando penso d’aver maggior dolore,
d’improvviso mi trovo fuor dell’affanno.
Poi quando credo la mia gioia esser certa,
e d’aver raggiunto il desiderato bene,
ritorno, allora, al mio primo dolore.
Da Louise Labé, alias La Belle Cordière,leggendaria e talentuosa poetessa Lionese del 1500,
figlia di un cordiere, da cui il soprannome.
Si conosce pochissimo della sua vita, e alcuni elementi sembrerebbero provenire più che altro dalla fantasia dei suoi lettori. La storica Mireille Huchon sostiene che si tratterebbe di un'autrice fittizia, inventata dal celebre poeta, anch'esso lionese, Maurice Scève, vissuto in quegli stessi anni. Una sorta di alter-ego.
Un'ipotesi, questa, contestata da tutti gli altri storici della letteratura.
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Elisa Chisana Hoshi
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martedì, maggio 31, 2011
Come un salmone: dal terremoto in Giappone agli italo-levantini a Bisanzio
Madre natura ha voluto farmi dono di una qualità che mi tengo ben stretta: l'intuizione. O sesto senso, o sensibilità. Diciamo che non mi muovo né per razionalità né per deduzione, come faceva invece Sherlock Holmes, di cui tanto ho ammirato il metodo scientifico, riproducibile, razionale. Io funziono grosso modo come funzionano gli animali, che corrono a rintanarsi quando fiutano il pericolo, per salvare la pelle; come i salmoni che risalgono la corrente al contrario, spinti da una forza chiamata grossolanamente istinto, ma che include anche una certa dose di curiosità. Almeno così credo. Ho sempre pensato che i salmoni fossero curiosi di vedere la scaturigine della loro esistenza, la fonte, il principio della vita. Il che li renderebbe molto umani...
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Elisa Chisana Hoshi
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domenica, maggio 29, 2011
Fiori tra le rovine
Le rovine sono luoghi dell'anima.
Ci restituiscono qualcosa che un tempo era nostro, qualcosa che ci è stato tolto che ci è mancato a morte, a nostra insaputa, inconsciamente.
Diroccate sono ancora più belle, più evocative, più permeabili e accessibili, con il sole che ne riarde i contorni, ne accentua i contrasti e gli intarsi, ci riporta indietro di mille e più anni.
Ad Atene, in primavera, i resti dell'Agorà sono presi d'assalto dai papaveri e dalla camomilla.
Ad Atene, in primavera, i resti dell'Agorà sono presi d'assalto dai papaveri e dalla camomilla.
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Elisa Chisana Hoshi
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martedì, maggio 24, 2011
Gli Haiku di Primavera
Un fiore, il suo profumo nel vento, tra i fili del prato, nel sole.
Come una promessa, mantenuta da lontano.
Pochi pensieri in disordine nelle notti sempre più corte, mentre la luce si attarda nell'arancio di un tramonto, e qualche ricordo affiora.
Sono gli Haiku di Primavera! Venite a scoprirli qui.
Come una promessa, mantenuta da lontano.
Pochi pensieri in disordine nelle notti sempre più corte, mentre la luce si attarda nell'arancio di un tramonto, e qualche ricordo affiora.
Sono gli Haiku di Primavera! Venite a scoprirli qui.
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Elisa Chisana Hoshi
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domenica, maggio 22, 2011
Della relatività del tempo, dell'unicità e della gioia.
I tre quarti della mia vita sfuggono a una definizione fornita dalle azioni: il complesso delle mie velleità, dei miei desideri, persino dei miei progetti, resta vago ed evanescente quanto un fantasma.
Il resto, la parte tangibile, più o meno autenticata dai fatti, si distingue poco più nettamente, e gli avvenimenti si susseguono nel modo confuso dei sogni.
Mi son fatto una cronologia tutta mia, che è impossibile concordare con quella basata sulla fondazione di Roma, o sull'era delle Olimpiadi. Quindici anni sotto le armi son durati per me meno di una mattinata ad Atene; vi sono persone che ho frequentato tutta la vita e che non riconoscerò agli Inferi. I piani spaziali si sovrappongono anch'essi; l'Egitto e la valle di Tempe son vicinissimi, e non sempre sto a Tivoli quando ci sono.
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Elisa Chisana Hoshi
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venerdì, maggio 13, 2011
Nancy la scrofa
Le piacciono i broccoli e le carote nella zuppa, sdraiarsi comoda sulla sabbia, facendo "Tonf".
E' grigia ma anche un po' rosa, le zampe corte e una cotenna ispida, una grossa pancia da signora incinta. Gli occhi talmente infossati nell'adipe della faccia che non sai mai se ti sta guardando o no: ma se la chiami, arriva scodinzolando. Se l'accarezzi, grugnisce.
E' Nancy, una socievolissima scrofa salvata dalle insidie del bosco, dove qualcuno deve averla abbandonata, in un brutto giorno di pioggia. Ardeva dalla febbre. Chi l'ha salvata? Il signor V., ex cacciatore doc e giovanottone aitante, cui è toccata in sorte una figlia vegana, fanciulla sensibile quanto volitiva, che lo ha bandito per sempre dal praticare l'arte venatoria, e non solo. Ha trasformato la casa avita in uno zoo, o meglio, parco-giochi e nursery per animali da cortile. A casa V. non si uccidono nemmeno i ragni o millepiedi che ogni tanto si trovano a passeggiare in bagno! Ognuno ha il suo posto, la sua armonica fetta di felicità e una possibilità di stare al mondo senza finire a fettine, in padella o impagliati. Ecco dove è capitata Nancy!
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Elisa Chisana Hoshi
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mercoledì, maggio 04, 2011
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