Horror, eros e indipendenza: il cinema secondo Jess Franco

Mi ci sono imbattuta per caso. Cercavo spunti su Salvador Dalì e Gala e non so come, mi sono ritrovata su un blog che parla del film La casa de las mujeres perdidas. E' stato come guardare attraverso il buco di una serratura e da lì intravedere un mondo, proibito e sconfinato, nascosto dietro a una gigantesca e pesante porta di legno.


Quel mondo che mi si è aperto, è il cinema di Jess Franco. Un cinema fatto di donne, di sangue e di corpi, di musica jazz e atmosfere oniriche: un cinema che nasce libero, originale e fatto a mano, fuori dalle logiche delle grandi majores del cinema, impossibile da catalogare in un genere specifico. Ecclettico e trash, romantico e avventuroso, il cinema di Franco è irriverente e fuori dagli schemi. Uno spirito nato per fare cinema, il suo!

Come un salmone: dal terremoto in Giappone agli italo-levantini a Bisanzio

Madre natura ha voluto farmi dono di una qualità che mi tengo ben stretta: l'intuizione. O sesto senso, o sensibilità. Diciamo che non mi muovo né per razionalità né per deduzione, come faceva invece Sherlock Holmes, di cui tanto ho ammirato il metodo scientifico, riproducibile, razionale. Io funziono grosso modo come funzionano gli animali, che corrono a rintanarsi quando fiutano il pericolo, per salvare la pelle; come i salmoni che risalgono la corrente al contrario, spinti da una forza chiamata grossolanamente istinto, ma che include anche una certa dose di curiosità. Almeno così credo. Ho sempre pensato che i salmoni fossero curiosi di vedere la scaturigine della loro esistenza, la fonte, il principio della vita. Il che li renderebbe molto umani...

Fiori tra le rovine

Le rovine sono luoghi dell'anima.

Ci restituiscono qualcosa che un tempo era nostro, qualcosa che ci è stato tolto che ci è mancato a morte, a nostra insaputa, inconsciamente.


Diroccate sono ancora più belle, più evocative, più permeabili e accessibili, con il sole che ne riarde i contorni, ne accentua i contrasti e gli intarsi, ci riporta indietro di mille e più anni.

Ad Atene, in primavera, i resti dell'Agorà sono presi d'assalto dai papaveri e dalla camomilla.

Gli Haiku di Primavera

Un fiore, il suo profumo nel vento, tra i fili del prato, nel sole.
Come una promessa, mantenuta da lontano.

Pochi pensieri in disordine nelle notti sempre più corte, mentre la luce si attarda nell'arancio di un tramonto, e qualche ricordo affiora.

Sono gli Haiku di Primavera! Venite a scoprirli qui.

Nancy la scrofa


Le piacciono i broccoli e le carote nella zuppa, sdraiarsi comoda sulla sabbia, facendo "Tonf". 
E' grigia ma anche un po' rosa, le zampe corte e una cotenna ispida, una grossa pancia da signora incinta. Gli occhi talmente infossati nell'adipe della faccia che non sai mai se ti sta guardando o no: ma se la chiami, arriva scodinzolando. Se l'accarezzi, grugnisce. 

E' Nancy, una socievolissima scrofa salvata dalle insidie del bosco, dove qualcuno deve averla abbandonata, in un brutto giorno di pioggia. Ardeva dalla febbre. Chi l'ha salvata? Il signor V., ex cacciatore doc e giovanottone aitante, cui è toccata in sorte una figlia vegana, fanciulla sensibile quanto volitiva, che lo ha bandito per sempre dal praticare l'arte venatoria, e non solo. Ha trasformato la casa avita in uno zoo, o meglio, parco-giochi e nursery per animali da cortile. A casa V. non si uccidono nemmeno i ragni o millepiedi che ogni tanto si trovano a passeggiare in bagno! Ognuno ha il suo posto, la sua armonica fetta di felicità e una possibilità di stare al mondo senza finire a fettine, in padella o impagliati. Ecco dove è capitata Nancy!