La massima di Shakespeare e il guano dei giorni bui

Succeda quel che succeda i giorni brutti passano, esattamente come tutti gli altri, sosteneva William Shakespeare. Eh no, Mastro Shakespeare: io non sono d'accordo con te, non è proprio esattamente così. Tu di tragedie te ne intendi ma non fare il saputello, il vecchio saggio portatore di lumi e consigli. 

Ci sono giorni talmente brutti che sono come le lame di un grosso coltello: taglienti. Pesanti come un'incudine arrugginita, spessi come il guano di uno stormo di gabbiani con la gastrite. Difficili da attraversare. Giorni bui che faticano a passare e fanno in tempo a scavare solchi profondi come fossati, lasciando dietro di sé una eco distinta: Eco, eco, eco... Come l'effetto dopler che ci fa sentire l'ambulanza anche quando è lontana.

Certo, Mastro Shakespeare, che forse manco le hai scritte tu quelle tragedie così belle e truculente: tu in fondo hai ragione, i brutti giorni poi passano. 

Ma molto, molto più lentamente di tutti gli altri.

Giuditta che decapita Oloferne ~ Artemisia Gentileschi

Commenti