venerdì 23 dicembre 2011

Natale nel bosco innevato

venerdì, dicembre 23, 2011 2
Che cos'è il Natale? E' un preciso momento dell'anno, un periodo di tempo scandito dalle caselle del calendario dell'avvento, una semplice ricorrenza? Non per me. 
Natale è aprire al mondo la finestra d'una stanza buia, annaffiare una pianta sul punto di seccarsi, sorridere di cuore. Ritrovarsi. Il Natale è un momento in cui fermarsi ad abbracciare i propri punti di riferimento, la propria umanità e i propri sogni per condividerli con chi amiamo, con la nostra famiglia, grande o piccola che sia. 
Per me il Natale è prima di tutto un luogo dell'anima.

Ho sempre avuto un'immagine dei giorni che precedono e seguono il Natale, li ho sempre visti come una lunga passeggiata nel bosco. Un bosco pieno di neve, caterve di neve, neve dappertutto. Uno di quei boschi nordici dove nevica per giorni e la neve ricopre tutto, tutto diventa neve, anche gli alberi, grossi abeti dai rami bianchi. Il Natale si cela in questo bosco innevato, lì da qualche parte, ed è magnifico! Bisogna solo trovarlo. Camminare senza fretta, con fiducia. 

Il Natale che si cela nel bosco non ha la stessa forma per tutti, ognuno lo immagina da sé e quindi lo troverà sotto una forma diversa. Per me è un grosso albero di Natale tutto addobbato e pieno di luci
Auguro a tutti voi di trovare il vostro Natale nel bosco innevato. Ovunque si trovi, qualsiasi forma abbia: purché sia bellissimo, sincero, appassionato


BUON NATALE A TUTTI DA TREASURES!

sabato 17 dicembre 2011

La massima di Shakespeare e il guano dei giorni bui

sabato, dicembre 17, 2011 0
Succeda quel che succeda i giorni brutti passano, esattamente come tutti gli altri, sosteneva William Shakespeare. Eh no, Mastro Shakespeare: io non sono d'accordo con te, non è proprio esattamente così. Tu di tragedie te ne intendi ma non fare il saputello, il vecchio saggio portatore di lumi e consigli. 

Ci sono giorni talmente brutti che sono come le lame di un grosso coltello: taglienti. Pesanti come un'incudine arrugginita, spessi come il guano di uno stormo di gabbiani con la gastrite. Difficili da attraversare. Giorni bui che faticano a passare e fanno in tempo a scavare solchi profondi come fossati, lasciando dietro di sé una eco distinta: Eco, eco, eco... Come l'effetto dopler che ci fa sentire l'ambulanza anche quando è lontana.

Certo, Mastro Shakespeare, che forse manco le hai scritte tu quelle tragedie così belle e truculente: tu in fondo hai ragione, i brutti giorni poi passano. 

Ma molto, molto più lentamente di tutti gli altri.

Giuditta che decapita Oloferne ~ Artemisia Gentileschi

venerdì 16 dicembre 2011

Le icone di Steve McCurry in mostra a Roma

venerdì, dicembre 16, 2011 8

Steve McCurry è stato più volte soprannominato il fotografo di Sharbat Gula, in riferimento alla sua foto più famosa: la ragazza Pashtun dagli occhi verdi, scattata nel 1984 in un campo profughi in Pakistan, al tempo dell'occupazione sovietica in Afghanistan. Ma Steve è molto di più: è il fotografo dei colori, delle mille vite alla periferia del mondo, dei sorrisi e degli sguardi, che è indubbiamente bravissimo a catturare. 

Vedere le sue fotografie dal vivo è sempre molto emozionante, e adesso avrete la possibilità di farlo: il MACRO Testaccio di Roma ospita infatti una grande retrospettiva dedicata a Steve McCurryfino al 29 Aprile 2012.


Accanto alle icone di McCurry saranno presentati per la prima volta gli scatti più recenti, dal 2009 al 2011, che fanno parte del progetto The last roll, ovvero le foto scattate con l'ultimo rullino prodotto da Kodak.


Ci saranno anche le foto scattate negli ultimi viaggi in Thailandia e in Birmania, immagini dedicate al Buddismo e un omaggio speciale all'Italia frutto dei ripetuti soggiorni effettuati nel corso di quest'anno in varie città e regioni italiane, in occasione del 150° anniversario dell'Unità.


L'allestimento è stato concepito come un villaggio nomade, per restituire quel senso di umanità che è un po' il tratto che contraddistingue gli scatti del fotografo. A proposito, volete sapere che ne è stato della ragazza di Peshawar, Sharbat Gula, che apparve sulla copertina del National Geographic nel 1985 a soli 13 anni? McCurry la ritrovò, 15 anni dopo, e la immortalò nuovamente: eccola qui!

Impressionante la differenza, vero? 

INFO E PRENOTAZIONI
Steve Mc Curry, a cura di Fabio Novembre

Dove: MACRO Testaccio, Museo d'Arte Contemporanea a Roma, La Pelanda

Quando: fino al 29 Aprile 2012

Orario: Da martedì a venerdì dalle ore 15.00 alle 23.00, Sabato, domenica e festivi dalle ore 11.00 alle 23.00 (La biglietteria chiude 45 minuti prima). Aperture straordinarie: 26 dicembre 2011; 9 e 23 aprile 2012. La mostra sarà chiusa tutti i lunedì e il 24, 25,31 dicembre - 1 gennaio.

Costo: Biglietti€ 10,00 intero, € 8,00 ridotto (-18 e +65 anni, gruppi di 15 persone, universitari con tesserino e titolari di apposite convenzioni) € 4,00 ridotto speciale (gruppi di studenti). Gratis per minori di 6 anni, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti con tesserino, disabili con un accompagnatore.

Per ogni altra info: +39 060608 (tutti i giorni ore dalle 9.00 alle 21.00)

all Photo Credits @SteveMcCurry

mercoledì 14 dicembre 2011

Quell'hammam vicino alla moschea...

mercoledì, dicembre 14, 2011 2
La grande Moschea siede carismatica e quasi minacciosa nel trono del suo colle. La Sülemaniye camii, costruita dall'architetto Sinan per il Sultano Solimano detto il Magnifico, è alta ed elegante. E' uno dei simboli di Istanbul,  la si vede fotografata dal ponte che da Karakoy porta a Eminönü - quel ponte dove tutti stanno lì a pescare - alle porte del Corno d'Oro. 


Attorno a lei c'è sempre un gran traffico durante il giorno: i turisti accorrono per vedere lei, perché è stata da poco restaurata (magnificamente) da un noto architetto francese, ed è tornata a splendere. In mezzo alle torme di visitatori, ai lustrascarpe e ai venditori ambulanti, al susseguirsi dei taxi e dei commercianti del Gran Bazar, è impossibile cogliere il suo aspetto veramente spirituale e solenne. Per farlo bisogna arrivare qui di sera, tra i canti dei mufti al tramonto, e trovarla così: vuota, cerulea.

venerdì 9 dicembre 2011

Volevo i collant rosa shocking

venerdì, dicembre 09, 2011 0
"Li volevo. Ah, se li volevo. Facevano capolino dalle copertine patinate delle riviste glam già da quest'estate. Sfrontati. I collant rosa che più rosa non si può, rosa shocking. Morbidi sotto la mia gonna corta e sotto un vestito sottile, che il vento magari solleverà con uno dei suoi colpetti maestri, a scoprite una coscia. Farò finta di niente! 

Li volevo e alla fine me li sono comprati, e adesso me li metto pure: perché vivo a Istanbul e più precisamente a Cihangir. E qui nessuno si sognerebbe di farsi dei problemi se io vado in giro con le gambe color evidenziatore. Magari in altre zone della città e del mondo mi guarderebbero un po' storto, ma non qui. Questo è lo storico quartiere dei liberi pensatori e degli artisti, dei creativi e degli expat, dei giovani bohémien e degli italo-levantini. Qui posso fare quel che mi pare, compreso mettermi il rossetto abbinato ai collant. Beh, adesso vado, che ho da fare! Shorts, tacchi alti e calze rosa permettendo, devo sbrigarmi! Scusate lo sgambettìo frenetico, ma ho proprio una gran fretta oggi..."

giovedì 8 dicembre 2011

Viaggio agli antipodi

giovedì, dicembre 08, 2011 4
Piace anche a voi viaggiare con il pensiero? A me tanto. Chiudere gli occhi e immaginare di essere lontano, dall'altra parte del mondo, magari proprio agli antipodi di dove mi trovo adesso! Agli antipodi, sì; ossia un posto davvero lontano. Il posto lontano per eccellenza.


Gli antipodi di ogni punto della superficie terrestre sono il punto diametralmente opposto a quello in cui si trova. Una parola affascinante che deriva dal greco antipous (ἀντίπους) che significa piedi (-pous) opposti (anti-). Troviamo questa parola per la prima volta in Platone, nel suo dialogo Timeo:

«εἰ γάρ τι καὶ στερεὸν εἴη κατὰ μέσον τοῦ παντὸς ἰσοπαλές, εἰς οὐδὲν ἄν ποτε τῶν ἐσχάτων ἐνεχθείη διὰ τὴν πάντῃ ὁμοιότητα αὐτῶν: ἀλλ' εἰ καὶ περὶ αὐτὸ πορεύοιτό τις ἐν κύκλῳ, πολλάκις ἂν στὰς ἀντίπους ταὐτὸν αὐτοῦ κάτω καὶ ἄνω προσείποι. τὸ μὲν γὰρ ὅλον, καθάπερ εἴρηται νυνδή, σφαιροειδὲς ὄν, τόπον τινὰ κάτω, τὸν δὲ ἄνω λέγειν ἔχειν οὐκ ἔμφρονος»
-
«E per certo, se un corpo fosse inlibrato nel mezzo dell'universo, esso mai non si trarrebbe verso alcuno degli estremi, a cagione della perfetta loro somiglianza. E se alcuno camminasse attorno di quello, avendo molte fiate le piante volte là contro ove le aveva dinanzi, egli chiamerebbe su e giú un medesimo luogo di questo corpo medesimo. E però, come detto è, essendo sferoidale l'universo, non è da savio uomo dire ch'esso abbia un luogo su, un altro giú.»


Anticamente si credeva che agli antipodi ci fossero 
mostri più o meno così... I marziani degli antipodi!

Gli antipodi sono la terra del "su e del giù", e quindi anche un po' la terra degli opposti. Quando in un posto è mezzogiorno, infatti, ai suoi antipodi è mezzanotte; il solstizio d'inverno in un luogo corrisponde al solstizio d'estate agli antipodi, così come l'equinozio di primavera agli antipodi corrisponde all'equinozio d'autunno. E' proprio come se fossero a testa in giù. E' la meta a noi più lontana in assoluto, la meta ultima. 


Dove si trovano i vostri antipodi, di preciso? Se non lo sapete, potete calcolarlo qui, come ho appena fatto io. Un sito facilissimo da usare: antipodemap.com. Vi basterà zoommare sulla cartina del mondo, selezionare la vostra esatta location per trovare i vostri esatti antipodi! I miei, a quanto pare, sono nel bel mezzo dell'Oceano Pacifico. Un puntino tra la Nuova Zelanda, le Isole Cook e la Polinesia francese: ecco perché ho deciso di andarci al più presto!

lunedì 5 dicembre 2011

Ah, la Dolce Vita al Pierre Loti!

lunedì, dicembre 05, 2011 4
Una delle viste più belle di tutta Istanbul? Il caffè Pierre Loti! E' una vera e propria istituzione: abbarbicato sulla collina di Eyüp, è uno dei luoghi migliori dove immergersi in un’atmosfera sospesa nel tempo e nello spazio, passando una giornata in perfetto stile La dolce vita versione turco-francese. Vale davvero la pena spingersi fino a Eminönü, ai piedi di Sultanhamet, saltare su un taxi e avventurarsi fino a Eyüp, un quartiere caotico e ricco di storia, immerso nel verde e lontano dai circuiti turistici di Istanbul, per venire fin qui.


Arrivati in cima alla collina c’è una terrazza che si affaccia sul Corno d’Oro: eccolo il Pierre Loti, un affollatissimo caffè letterario con mille tavolini, tovaglie a quadri bianchi e rossi e garde fous dipinti di bianco, in perfetto stile franco-ottomano.

@elisachisanahoshi

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