Chi l'ha detto? La Preghiera della Serenità

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6 Comments
Preghiera della Serenità

“Oh Signore, concedici la serenità
Per accettare le cose che non possiamo cambiare
Il coraggio per cambiare le cose che possiamo cambiare
E la saggezza per poterle distinguere”

Vi era già capitato di leggere queste parole? A me sì, tantissime volte, e mi sforzo di non impararle a memoria, perché voglio poterle rileggere e stupirmi dell’effetto che mi fanno. Le trovo terapeutiche, semplici, profonde: una botta di serenità.

Me le sono ritrovate in tasca un giorno (poi vi racconto come), in una versione leggermente modificata: al posto di “O Signore” c’era scritto “O grande Spirito”.
Mi sono allora chiesta: chi è l’autore di queste parole? Vediamo di scoprirlo insieme.

Secondo voi si tratta di:

a) una massima zen attribuita a Lao Tzu
b) una preghiera Cherokee
c) l’incipit di un libro devozionale Sufi
d) il sermone di un teologo protestante
e) nessuna delle precedenti

a) b) c) d) o e)? Avete scelto? Bene.

Ora, verifichiamo la risposta.
Vediamo un po’:

a) No, non è Lao Tzu..non stavolta!
b) Non è nemmeno una preghiera Cherokee.
c) Ehm…quale libro devozionale Sufi, esattamente? Ce ne sono a migliaia. Tra tutti ce ne sarà uno che contiene una frase o un concetto simili, ma la nostra preghiera non viene dai Sufi! Non verbatim, almeno.
d) Sì.
e) No.

Avevate indovinato?
Si tratta della Preghiera della Serenità di Reinhold Niebuhr, teologo protestante americano. Commentatore del New York Times, liberale e campione di realismo politico, ha avuto grande influenza sulla cultura politica nordamericana negli anni della guerra fredda, ammirato molto anche da Martin Luther King jr. Scrisse questa preghiera per usarla in un sermone intorno al 1934, ma nessuno è proprio sicuro di date, genesi e ispirazione di queste parole. Neibuhr stesso, un po' confuso, dichiara nel 1950: “Forse questa preghiera è in circolazione già da anni, forse addirittura da secoli: non saprei. Ma sono comunque convinto di essere stato io a scriverla”.

Gli Alcolisti Anonimi hanno adottato queste parole come loro frase-motto-motivazionale. A me sono state presentate sotto forma di Massima Yoga, o giù di lì. Adesso vi racconto.
Flashback. Sono in via Garibaldi, a Torino, in un negozio di incensi per preghiere buddiste (che cosa ci facevo in quel negozio? Questa è un’altra storia!) e la commessa mi da questo bigliettino tutto colorato e psichedelico: io lo intasco senza leggerlo, e me ne dimentico. Poi mi torna in mano, qualche giorno dopo. Leggo quella che dovrebbe essere, a detta del biglietto, una massima del maestro Sri Nimoy: ma altro che massima Buddo-Yoghista, sul biglietto c'era la nostra Preghiera della serenità con al posto del “Oh Signore”,“Oh grande Spirito”!

Ecco la versione originale:
“God, grant us the serenity
To accept the things we cannot change,
Courage to change the things we can,
And wisdom to know the difference”

Yes We Can!”, mi verrebbe da dire. Non a caso, il Presidente Barack Obama ha definito Niebuhr il suo “filosofo e teologo di riferimento".

Date un'occhiata qui!

Aggiornamento del 1 Febbraio 2011

Tommaso Moro

Qualcuno attribuisce queste parole nientemeno che a Tommaso Moro. Se così fosse, sarebbe bello sapere dove, perché e quando le ha scritte, dato che nessuno ne specifica la fonte! Se qualcuno ne sapesse di più e avesse voglia di contattarmi per darmi delucidazioni in merito gliene sarei eternamente grata.



6 commenti:

  1. Niehbur ha ragione qundo dice che questa preghiera esiste da secoli: essa è opera di San Tommaso Moro, protettore dei Politici. La coincidenza, evidenziata col papà di Elisa questa mattina è che ho posto anch'io queste righe all'inizio di un mio lavoro, il libro sul primo Sindaco di Moncalieri del secondo dopoguerra! Comunque complimenti per il blog. Saluti Giancarlo Chiapello

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  2. grazie a Giancarlo Chiapello per questo suo commento, e complimenti per il libro. Sarebbe interessante dove-come e quando Tommaso Moro ha pronunciato queste parole. Abbiamo questa informazione?

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  3. ho avvuto invidio di rispondere: un vecchio donnaiolo del Popolo della Vera Gente.

    Merci de nous faire partager ces petits bouts de voyage, toujours chers à nos coeurs, à nous les sédentaires trop pressés.

    abbraccio, Nico.

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  4. Grazie Elisa perché mi fai viaggiare un pò con te...Riconosco il tuo stile, la tua forma letteraria, il tuo modo accattivante di scrivere usando le parole con il piacere di chi le conosce e ci gioca...potresti iniziare una carriera di scrittrice. pensaci...

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  5. Grazie a te per avermi letta con attenzione e partecipazione, caro anonimo :)
    Continua a seguirmi per altri viaggi virtuali e fascinazioni!

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  6. Ho ripostato il tutto nella speranza di ricevere lumi!!

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